Eventi
L' Associazione Culturale Scuola Romana di Fotografia
con il patrocinio di
Terzo Municipio del Comune di Roma; Assessorato alle Politiche Culturali; Provincia di Roma;
Comune di Roma IV Dipartimento; Regione Lazio;
Enit-Agenzia Nazionale del Turismo
INVITA
SAN LORENZO FOTOFESTIVAL
EDIZIONE 2008
Premiazione
VENERDì 26 SETTEMBRE 2008
DALLE ORE 20,00
in
VIA DEGLI AUSONI 7/A
I vincitori riceveranno 7 premi in borse di studio
del valore complessivo di 12.000 Euro per frequentare
i corsi della Scuola Romana di Fotografia.
Il tema di quest’anno è “Turismo & turisti”, più tre sezioni speciali: “Accoglienza a San Lorenzo”; “La città ideale: turismo senza barriere”; “La memoria di chi ha vissuto o transitato per san Lorenzo”.
Le fotografie dei partecipanti saranno esposte e proiettate negli spazi della Scuola Romana di Fotografia, mentre le migliori selezionate saranno esposte in alcuni locali di San Lorenzo.
seguirà
“F O T O G E N E S I”
spettacolo fotografico
basato sulle tecniche di camera oscura presentate in forma di spettacolo
per evidenziare la sorpresa e la meraviglia dell'apparizione delle immagini
su grandi fogli di carta sensibile, attraverso un gioco di luci, danze e musica.
Ideato, scritto e diretto da Bruno Di Benedetto;
Interprete Sara Paterlini;
Musiche dal vivo Oscar Bonelli.
Può la fotografia diventare spettacolo?
E’ stata questa la sfida che ha portato alla creazione dello spettacolo “FOTOGENESI”. Tranne che per la ripresa, intesa come scatto fotografico, la fotografia viene prodotta in laboratori o camere oscure private, luoghi chiusi, bui, quasi inaccessibili, il più delle volte in solitudine.
Fotogenesi si propone di portare sul palcoscenico i procedimenti che creano la fotografia, di renderli non solo visibili ma anche di scoprirne le potenzialità spettacolari di cui non si è mai sperimentata la possibilità, mettendo in scena tecniche fotografiche inedite.
Nel lavoro che proponiamo il procedimento fotografico non è più il mezzo per ottenere la fotografia ma assume esso stesso valore estetico.
La magia dell’immagine, che lentamente compare durante lo sviluppo, momento di fascino immutato e inesauribile, viene inserita nello spettacolo come parte di un’espressione più ampia, arricchita di significati in un gioco di segni che appaiono, mutano anche fino a scomparire, lasciando spazio ad altre forme.
Lo spettacolo vuole indagare anche su ciò che precede la fase chimica della fotografia ovvero la formazione dell’immagine nella fotocamera, trasformando la sala in un’enorme fotocamera in cui il pubblico viene a trovarsi all’interno di essa per seguire ciò che vi accade durante lo scatto fotografico.